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 Città che vorrei

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AutoreMessaggio
giovanni



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Data d'iscrizione : 26.11.11

MessaggioTitolo: Città che vorrei   Mer Nov 30, 2011 1:28 am

“Tienile, tienile tu, lei ormai non verrà”.
Lo ammetto: la frase sembra uscita dalla penna di uno tra i peggiori sceneggiatori di telenovelas; e invece, lo giuro, è tutto vero.
Fermata della metro Crocetta, linea gialla, saranno le dieci, forse dieci e mezzo di sera.
“Tienile, tienile, lei ama un altro”.
Starete pensando: la sceneggiatura peggiora; ma io ve lo giuro, è andata così. Era un giovane uomo, avrà avuto trent'anni, vestito elegante, profumo, mento rasato di fresco. Mi ferma mentre salgo le scale che dalla fermata portano in superficie. Sono solo. Fa freddo.
L'uomo ha il viso triste, la voce rotta. Ha il cappotto chiuso fino all'ultimo bottone e con una mano si stringe il bavero. Nell'altra mano tiene un bellissimo mazzo di rose rosse: dodici; si usa così.
“Tienile, tienile tu. A me non servono più. Lei non verrà.”
Lo so che non mi credete, ma come faccio a convincervi che è andata così? Ha detto proprio così, poi mi ha dato il mazzo, anzi per la verità me l'ha cacciato in mano, un ultimo sguardo triste, si è girato e se ne è andato, giù per la scale, inghiottito dalla metropolitana. L'ho guardato allontanarsi, la schiena avvolta nel cappotto lungo, la camminata caracollante; e sono rimasto lì, nella luce gelida di una fermata della metropolitana in una serata di inverno milanese, i piedi su due scalini diversi, con in mano un mazzo di dodici rose rosse e la faccia perplessa di chi non riesce bene a realizzare cosa sta succedendo.
Non ricordo cosa feci quella sera. Ricordo vagamente l'imbarazzo di dover portare in giro queste rose, senza uno scopo poi. Ma di abbandonarle su una panchina, non me la sentivo, di regalarle a qualcuno, timido come sono, neanche a parlarne, così me le sono portate dietro. Sono finite in un vaso in cucina. Saranno appassite, immagino.
Ma a quell'uomo ci penso spesso e, come dire, con affetto.
Mi avete chiesto com'è la città che vorrei. Mica facile come domanda.
Io so solo che quando me l'avete chiesto, io ho ripensato a quell'uomo là, in quella sera fredda, con il suo cappotto, le sue rose e il suo sguardo triste rivolto a uno sconosciuto. Triste ma, a suo modo, fiducioso.
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