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 Città, città 2

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valep



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Data d'iscrizione : 08.11.11

MessaggioTitolo: Città, città 2   Mar Nov 29, 2011 8:07 pm

Cadeeeeeeeeee
Cadeeeeeeeeee
Cadeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
Vedo il Duomo. Per primo. Come potrei non vedere per primo il Duomo? È un castello di sabbia, di quelli che si fanno in riva al mare con la terra bagnata, dalla consistenza giusta perché scivoli tra le dita formando torri sottili e appuntite. E guarda quante statue! Storie dimenticate, addormentate nel secolo in cui sono nate. Chissà che vista c’è lassù. Nato a Milano, mai salito in cima al Duomo. Guarda, appena lì davanti, nella piazza, guarda quanti ragazzini seduti ai piedi del cavallo. Sì, lo so che quello è il monumento per Vittorio Emanuele II, lo ha studiato mia figlia a scuola. Va in quinta elementare, fa il prolungato, esce sempre alle 4.30. Forse forse se mi giro un po’ posso vedere in lontananza casa mia. Eccola, è quella, quella gialla! Non c’è nessuno ora a casa: mia moglie è al lavoro, fa la commessa al carrefour di viale monza, e mia figlia, l’ho già detto, è a scuola. Poi il nonno la va a prendere, aspetta insieme alle altre mamme e papà sul ciglio di Via Russo, gli fa fare merenda dal forno e poi la porta ai giardinetti di via rovetta. C’è sempre un ragazzo, che fa il bullo con il motorino sulla pista ciclabile. La Martesana, ah la martesana! Il rumore del ruscello prosciugato, i pesci che sguazzano morti tra le alghe che da verdi sono diventate nere, i topi che non si vedono, ma si sentono. Ah la martesana! Mi giro lievemente ed ecco che vedo il mio vicino di casa, Salvatore Figino anni 40, che firma il suo ventesimo lavoro interinale ma è felice, perché anche lui ha due figli da mantenere, ed è rimasto solo a tirare avanti. Ed è felice perché ha un contratto, mentre sa che Tamer Abdel Akim lavora in nero e fa le pulizie e si fa quasi 12 ore di lavoro al giorno, perché non glielo danno il permesso di soggiorno, ma lui confida che presto arriverà, anche Tamer se glielo chiedi ti dice che non può lamentarsi, perché conosce Donna Harja, che cerca lavoro da 6 mesi, e non sa quanto potrà andare avanti in questo modo. Ehi tu! Sei un idiota, hai sputato la cicca per terra, ora qualcuno la calpesterà, non se ne accorgerà, salirà le scale del proprio appartamento, aprirà la porta, la cicca rimarrà appiccicata sul parquet nuovo, il cane scodinzolerà per salutare, sarà attratto dal corpo nuovo ed estraneo, se lo mangerà e gli verrà una gastroenterite acuta! E quell’altro distratto, che sta per pestare il ricordo lasciato dallo stesso cane con la gastroenterite, il cui padrone ricevente della cicca si è volutamente scordato di utilizzare i famosi sacchettini azzurri per la pulizia dei marciapiedi? Aspetta che provo a fare un’altra rotazione su me stesso: ecco ecco, vedo parco Sempione, e l’albero sotto il quale ho dato il primo bacio a mia moglie. Ora ci sono due ragazzini, del liceo pare, si stanno rollando una canna, e arriverà il poliziotto nella sua divisa- che armatura!- per fargli la paternale “ Quanta ne avete?” “ Solo qualche canna” “Sequestrata!” per poi fumarsela con i colleghi alla fine della pausa pranzo. Ma non c’è solo il parco Sempione, guarda il Trotter, e Parco Nord, che se ti piace la neve, è perfetta in ogni momento dell’anno. Molti signori cercano la neve a parco Nord. Molti altri la vendono, e non vendono solo quella. Che poi uno è andato in galera, e ha smesso di sniffare, lo giura, ma dentro ha conosciuto altri giri, e ora fa il doppio dei soldi, lo giura, ma lui non sniffa più. Cerco un sguardo d’insieme: il Pirellone, simbolo di cosa non l’ho mai capito, i navigli con le sue fiere, il mercato di Papiniano, l’università cattolica e i manifesti di Ateneo studenti, ULD, Studenti per le libertà e “che ne so” ti risponde la matricola che ormai frequenta il terzo anno “Io non so neppure che si vota in università”, e poi Via Festa del Perdono all’ora di pranzo coi ragazzi seduti a mangiar pizza sui marciapiedi, e piazzale loreto con una macchina che sta bloccando il traffico perché gira dove non può girare, e quelli che lavano i vetri della macchina chiedendo un euro che una volta gli ho offerto un panino e non lo ha voluto, e la rete delle M milanesi con gli automi che scendono le scale e neppure si accorgono di quello che suona col cappello in giù che a colazione pensano al pranzo e a pranzo alla cena, e la Signora Paola, che fa la portinaia in Via della Torre, e conosce tutto quello che succede nella via, e i bar di via moscova all’ora di punta, e il negozio cinese in paolo sarpi che alcuni dicono che puzza ma io non lo so perché non ci sono mai andato, perché io lavoro, tutti i giorni, lavoro, e poi
Cadeeeeeeeeeeeeeeeee.
Cadeeeeeeeeeeeeeeeee.
Cadeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee.
Cadere da 15 metri di altezza. Spiaccicato come quelle palle molle gelatinose che vendono in corso Vittorio Emanuele il sabato pomeriggio. Un volo dalle impalcature non è poi così male. Poteva andarmi peggio, uno è morto schiacciato da un muro due giorni fa, un altro soffocato in un forno. Sulla lapide scrivete pure “in memoria di B. F. morto sul lavoro” e mettete tutte le corone che volete. Non mi interessa che bara scegliere, ma vi prego, al mio funerale fate suonare una canzone irlandese. Ho sempre voluto andare in Irlanda.
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