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 “La città senza sonno” di Jean Tardieu

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MessaggioTitolo: “La città senza sonno” di Jean Tardieu   Lun Nov 28, 2011 11:12 pm

“La città senza sonno” di Jean Tardieu (1903-1995)

PROMOTORE
IDA, moglie del promotore
CAPO DEL CSG

Promotore: Guarda! La città, laggiù! Dovrebbe essere illuminata! Abbagliante! Come sempre! Crepuscolo, notte, aurora – niente interrompe la vita nella mia città. Il lavoro, voglio dire la Festa, la Festa Eterna! Niente riposo: devo poter leggere a mezzanotte come in pieno giorno. Devo sentire il rumore di tutto: delle officine, delle stazioni, dei cantieri, delle scuole!... Invece, a quest'ora, ormai giorno, guarda, ascolta: niente! Niente! Buio! Silenzio! Per la prima volta, dopo anni di gloria e di potenza, dopo la riuscita completa del mio sistema! Ma cosa succede, buon Dio?

Ida: Non arrabbiatevi, mio adorato Promotore! Indubbiamente un guasto momentaneo, un semplice guasto delle centrali elettriche! Può succedere...

Promotore: Dobbiamo restare svegli! Niente riposo, né tregua, altrimenti...

Ida: Altrimenti?

Promotore: altrimenti, insomma, il nostro nemico si precipita contro di noi!

Ida: Quali nemici? Non ce ne sono! Noi siamo più forti di tutti gli altri!

Promotore: Il nostro peggiore nemico: L'inerzia, l'immobilità.

Capo: Eccellenza, mi sono permesso di sollecitare un colloquio... senza aspettare... il fatto è che...

Promotore: Niente preamboli! Ho detto: chi siete?

Capo: Il capo del famoso CSG, il vostro corpo di Sorveglianza Generale, Eccellenza. Nessuno conosce il mio nome, nemmeno voi. Nemmeno io!

Promotore: Allora cosa succede? Un incidente tecnico? Un guasto?

Capo: Forse ancora più grave...

Promotore: Eh! Cosa?

Capo: Eccellenza, i nostri agenti, molto numerosi, molto abili, i nostri agenti, i VOSTRI agenti, infiltrati nelle masse popolari, sospettavano già...

Promotore: Sospettavano cosa?

Capo: Insomma...adesso abbiamo avuto la prova...che si preparava qualcosa, una specie di avvertimento...criminale!

Promotore: Un “avvertimento”! Che parolone! Che la Città si rimetta al lavoro!

La città riparte.

Promotore: Guardate, imbecille! Eccolo il vostro avvertimento! Non era altro che un guasto delle centrali elettriche, un semplice guasto. È sufficiente che io ordini, anche solo con la mente, e tutto riparte.

Capo: Vi assicuro, NOI SAPPIAMO che “qualcosa” si sta preparando.

Promotore: Allora prove! Prove reali! Fatti, confessioni, colpevoli!
Capo: Oh! Eccellenza! Non è così semplice! Non si tratta di un cittadino isolato!

Promotore: Cosa proponete?

Capo: Prima di tutto, se Vostra Eccellenza volesse, per un giorno, per un solo giorno, farsi umile come il più umile dei suoi sudditi, e mescolarsi alla folle, aprire gli occhi e le orecchie...

Promotore: io non sono come i vostri agenti, io non sono una spia!

Capo: Eccellenza, fate come me: vestitevi in modo semplice, come uno qualsiasi. Poi, uscite da palazzo. Vi mescolate ai passanti. Parlate con l'uno, con l'altro: un pochino di corte alle ragazze più sfacciate, un bicchiere di troppo all'osteria. Se necessario, inciampate nei piedi di un ubriaco, ne segue una rissa. Allora le persone si rivelano. Allora si può vedere bene chi dorme e chi è sveglio... Ma bisognerà aver pazienza!

Promotore: È tutto ciò che proponete come prove e come rimedio?

Capo: Credetemi: il bagno di folla, niente è meglio per un capo di Stato! Tutto parte da lui e tutto torna a lui! Lui ha tante braccia quanti sudditi! E altrettante orecchie!

Promotore: Ci penserò su, ma intanto bisgona che la grande veglia riprenda e che non si fermi più. Il sonno è una fase superata. Il sonno è un crimine: coloro che ci si dedicano, devono essere puniti! L'insonnia generale! La grande tappa del progresso! Che nessuno ricada più in questo miserabile sonno! Né giovani, né vecchi, né ricchi, né poveri! Luci, rumori, urla, lo stadio, l'arena, i balli, i mercati e le galere, i caffè e i tribunali! Bande, fuochi d'artificio, matrimoni, funerali, grandi manovre, sfilate militari, processioni religiose, i treni che entrano nelle stazioni, il bang degli aerei supersonici, la partenza assordante dei missili, le navi che prendono il largo, la folla che urla, i criminali che sparano, la polizia che risponde con le raffiche di mitra: tutto va bene, purchè niente si fermi. Nessuno si addormenti, che l'oro si accumuli nei forzieri delle banche, che la moneta circoli, che gli agenti di Borsa urlino lanciandosi delle cifre come fossero palloni, che gli uni si arricchiscano in un giorno mentre gli altri si suicidino per la disperazione, che le culle siamo piene come glossari!

La Cité sans sommeil - Jean Tardieu- éditions Gallimard
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