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 monologhetto

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AutoreMessaggio
giuliasarah



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Data d'iscrizione : 08.11.11

MessaggioTitolo: monologhetto   Mer Feb 08, 2012 2:49 pm

"from Sicily with love"

Il mio nome di battesimo sarebbe Gaetano, ma sono sempre stato abituato a sentirmi chiamare Tano o Tanuzzo. Al paese mio, mi sono diplomato in ragioneria, anche se con qualche anno di ritardo.

Mi manca il mare, mi manca mi Mà e le mie sorelle, ma li carusi del paese mio, se vogliono restare puliti, prima o poi se ne devono andare.

Così, ad un certo punto, quando tutto a casa sembrava essere abbastanza a posto, io ed altri tre compari miei ci mettemmo in capo alla macchina e partimmo... Sono passati più di dieci anni, ed ora ognuno di noi ha preso la sua strada : chi tornò al paese, chi s’è maritato, chi prese la cittadinanza all’estero, chi non se ne seppe più niente...

Io? Sto a Milano.

La metropolitana di Milano ha un odore diverso da quella di Roma, dove ci fermammo all’inizio ed alcuni di noi restarono per parecchi anni. A Roma c’è cibo ovunque, fiori di zucca e pizza rossa, propagati dallo stridere dei freni dei mostri di metallo e dalle esalazioni di chi ci sale sopra.

Milano è piu acida, sudore e fiato della gente spesso raccontano problemi di digestione ed alcolismo latente, difficilmente la gente si siede a tavola ed il propagarsi di “kebebbari”, “chaina” ed altri ristoratori che lavorano a base di cipolla e piccante, non aiuta.

A casa di mi Mà è un piacere perfino svegliarsi alle nove del mattino con l’odore delle melanzane del’orto, che lei sta friggendo col nostro olio buono, da presto la mattina, perchè dopo diventa troppo caldo.

Però qui non si sta male, se non fosse per sto minchia di freddo (finchè non sono venuto a Milano, il piumino non esisteva, d’inverno c’era il giubbino di jeans, o al massimo il “barbur”), e per sto fatto che non riesco ad abituarmi che la gente nuova che incontro c’ha la fottuta tendenza a chiamarmi “Gae”.

Mi sono trovato un impiego più che onesto nel campo delle demolizioni, ora tengo una decina di operai sotto di me, la maggior parte dei quali vengono da posti anche più lontani del paese mio, ma quasi tutti sono bravi cristiani, ed una carusa testona e forse un poco folle, che si scassa di travaglio la notte nei pub, mangia cibi improbabili ad orari assurdi e passa le giornate a studiare il violino sognando di diventare una grande musicista.
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