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 La città che vorrei Due - Svetlana

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MessaggioTitolo: La città che vorrei Due - Svetlana   Ven Nov 25, 2011 10:40 am

La città che vorrei Due (Svetlana)
(Svetlana aspetta la metropolitana, e si racconta al pubblico. Ho provato suppergiù a scrivere le parole con un italiano zoppicante, giusto per dar l'idea)


Mio nome è Svetlana. Io molta fretta. (in mano tiene un pacchetto).Devo andare presto in posta per mandare piccolo regalo alle mie figlie, ma devo tornare subito a mio lavoro.
Ho lasciato da sola la mia signora, ma non posso fare aspettare troppo. Lei molto anziana, io mi occupo di lei.
Le mie figlie? Loro sono rimaste a Moldavia, mio paese. Sono brave figlie. Olga ha 13 anni, Sabrina 11 e Carolina 8. Loro abitano da sole, loro papà andato via, non sappiamo dove. Io partita da sola, non avevo soldi per portare loro con me.
Sono una clandestina : ho pagato 4mila euro per venire in Italia. Ho finito di dare ultimi soldi all'uomo che mi ha fatto venire qui e adesso io posso mandare soldi alle mie figlie.
Lavoro tutti i giorni, giorno e notte da questa signora anziana. I suoi figli mi pagano 800 euro al mese. Io mando 450 euro alle mie figlie, per vivere, ma ci sono ancora molti debiti al mio paese, che bisogna prima pagare.
A me restano 350 euro. Non ho molte spese: dormo in un letto nel corridoio della signora, mangio quello che resta in cucina e ogni tanto mi prendo un caffè al bar.
Compro qualche piccola cosa ogni tanto al mercato e la sera non esco: ho paura che mi scoprono e mi rimandano a casa.
Spero anche che la mia salute resta forte, perché non ho soldi per il dottore.
Questo mese Carolina si è rotta la gamba e ho dovuto mandare soldi extra perché altrimenti il dottore a Moldavia non la curava.

Io spero che posso fare venire anche le mie figlie a Italia. Non voglio più tornare a Moldavia, non è un bel paese, non ci sono soldi, non c'è niente. A me mi piace Italia, mi piace Milano, mi piace negozi, vetrine con tante cose, belle strade, tante persone eleganti.
Alle mie figlie piacerebbe venire qui. Io telefono loro ogni settimana, loro molto tristi quando sentono la mia voce. Anche piangono e anche io piango. Mi mancano tanto, ma loro brave ragazze, forti. Io ho insegnato a loro prima di partire a fare sottaceti e pecorino. Olga già come una donna: lei aiuta Sabrina e Carolina a fare compiti e cucina e fa le spese. Brava ragazza Olga.

(indicando il pacchetto che ha tra le mani)
Ho comperato marmellata di fragole e spaghetti italiani per loro e anche tre magliette con perline luccicanti.
A loro piace spaghetti italiani, sarà una festa quando li ricevono!

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